Per misurare la quantità di illuminamento, cioè il rapporto intercorrente fra un flusso luminoso emesso da una sorgente e la superficie che viene infine illuminata, si ricorre ai luxmetri, strumenti che hanno il corpo composto da una parte che è fissa e inamovibile e una che, invece, si può muovere e che contiene al suo interno la parte che materialmente si occupa di calcolare l'intensità luminosa.

Il sensore, che è contenuto nella parte mobile del luxmetro, infatti è un oggetto chiamato trasduttore, come una cellula fotovoltaica che, molto sensibile all'energia luminosa per via della sua composizione chimica, provoca della corrente elettrica, rilevata da oggetto che ha la scala tarata in lux, l'unità di misura con cui gli addetti ai lavori confrontano fra di loro la quantità di illuminamento.

Lo scopo dei luxmetri è variabile e sostanzialmente sottoposto a diverse motivazioni soggettive. Sicuramente, l'obiettivo principale di una misurazione che avviene con il luxmetro è quella per determinare se, all'interno di un luogo di lavoro, l'illuminamento delle stanze e dei dispositivi utilizzati per la produzione è idoneo a garantire qualità, efficienza e sicurezza.

Naturalmente, sono possibili altri utilizzi dei luxmetri come, ad esempio, in fotografia: in questo caso, si utilizza un dispositivo analogo ma derivato che ha lo scopo di calcolare l'illuminamento di un soggetto - sia vivo che fermo - che si vuole fotografare, in relazione tuttavia alla pellicola.

Ne deriva che i luxmetri sono strumenti molto importanti e che, per tale motivo, il loro acquisto deve essere ben ponderato e specifico: acquistare un dispositivo del genere di alta qualità permetterà senza dubbio di aumentare di non poco la produttività e le possibilità al lavoro.

Strumento indispensabile per le fabbriche che utilizzano macchinari complessi, noi di AM&C Italia poniamo grande attenzione alla qualità e alla funzionalità dei tachimetri.

In particolare, con i tachimetri serie AM mettiamo a disposizione dei nostri clienti vari modelli, da dimensioni e funzioni variabili, che si adattano bene ad ogni tipologia di macchinario o esame necessario a studiarne e analizzarne le velocità di movimento e rotazione.

In commercio esistono diverse tipologie di tachimetro, solitamente digitali o di contatto, che misurano i valori di RPMI (che sono le rotazioni per minuto che un oggetto o un macchinario compie) visualizzandole poi in tempo reale direttamente su uno schermo LCD incorporato al corpo dello stesso.

Ma cosa sono i tachimetri nello specifico e come funzionano?

 

Un manometro è un dispositivo che aiuta a monitorare la pressione. I nostri sistemi idrici e serbatoi funzionano perché l'acqua o l'aria che li attraversa è pressurizzata.

I manometri standard misurano la forza della pressione nell'acqua o nell'aria in modo da poter determinare se sono presenti errori nei serbatoi o nei sistemi. I manometri di precisione hanno una grande varietà di utilizzi.

Si possono usare per misurare la pressione domestica, se ci si vuole accertare che il regolatore di pressione della casa funziona perfettamente. Si utilizzano su un serbatoio di stoccaggio per fare in modo che la pompa si accenda e si spenga correttamente.

E si usano anche su apparecchiature per il trattamento dell'acqua o procedimenti come l'osmosi inversa, in cui la pressione è una componente chiave per il funzionamento di quel sistema.

A volte, anche un semplice misuratore di pneumatici consente di testare la pressione su un serbatoio di stoccaggio. I manometri sono disponibili in molte forme diverse, ma i tipi più comuni sono i manometri industriali.

Ne esistono di due tipologie: il manometro a U e il manometro a molla Bourdon.

Cos’è il CO2 e l’importanza di dotarsi di un analizzatore di gas con applicazione industriale

Un analizzatore di gas con applicazione industriale è un dispositivo di fondamentale importanza nell’ambito di qualunque azienda.

Un fattore che lo rende indispensabile per la sicurezza dei lavoratori è legato in particolare al CO2.

Il CO2, o anidride carbonica, è un gas composto da carbonio e ossigeno che gli esseri umani emettono come prodotto della respirazione.

Questa sostanza gassosa può causare danni all’organismo o addirittura conseguenze letali, quando raggiunge livelli superiori a quelli tollerabili dal corpo umano.

Per la precisione, quando la concentrazione di CO2 nell’aria respirata arriva a superare i 150.000 pm, il primo effetto visibile consiste nelle perdita di coscienza.

Per questa ragione, nell’ambito di aziende e uffici i limiti della presenza di anidride carbonica vengono fissati a una misura ottimale di 400 ppm. Il valore massimo stabilito corrisponde invece a 1000 ppm.

Anche quando i livelli di CO2 o di diossido di carbonio non raggiungono picchi così alti, dei valori squilibrati con un’accresciuta quantità di anidride carbonica nell’aria possono avere ripercussioni negative sui lavoratori.

È infatti cosa nota che a una diminuzione della qualità dell’aria corrisponda proporzionalmente un calo della prestazione lavorativa.

Tenere sotto controllo i livelli di anidride carbonica con un analizzatore di gas con applicazione industriale o misuratore di CO2 è quindi sempre nei migliori interessi dell’azienda e dei dipendenti.

Essendo il diossido di carbonio un gas invisibile e privo di alcun odore, l’unico modo per rilevarne i livelli nell’aria è per l’appunto dotarsi di analizzatori di CO2.

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di concetti come sostenibilità, impatto ambientale o qualità dell’aria. Ognuno di noi aspira a vivere in un ambiente sano e perciò presta maggiore attenzione a quello che mangia, beve o respira. Nonostante questo molti ignorano un pericolo che può essere letale: il monossido di carbonio.

Monossido di carbonio: cos’è e quali danni può causare?

Il monossido di carbonio, anche abbreviato con la sigla CO, è un gas altamente tossico, difficilmente rilevabile poiché insapore, inodore, incolore e non irritante. Nella vita quotidiana possiamo trovarlo nel fumo delle sigarette, nei gas di scarico delle auto o vicino ad un barbecue; in sostanza ovunque ci sia una combustione. Questa sostanza disperdendosi all’aperto però non crea disturbi per la nostra salute.

Dentro le mura domestiche, invece, viene prodotto attraverso la combustione di materiali a base di carbonio in stufe, camini o scaldabagni. Di solito questo gas viene espulso all’esterno dell’abitazione ma delle volte, a causa di mancate manutenzioni, ingenuità o negligenza, può rimanere all’interno cominciando a saturare l’aria che respiriamo con conseguenze che possono essere anche letali.

I danni alla salute causati dall’inalazione del monossido di carbonio possono essere di due tipi: intossicazione lieve o acuta.

L’intossicazione lieve è causata da un’esposizione al gas di breve durata e provoca sintomi come mal di testa, vertigini e senso di debolezza.

L’intossicazione acuta si ha invece con un’esposizione prolungata in un ambiente saturo di monossido di carbonio e può portare a complicanze ben più gravi come stato di torpore e perdita di conoscenza fino alla morte per asfissia.

Con l’inizio della stagione invernale e l’utilizzo frequente e prolungato di stufe e camini, il rischio di intossicazione aumenta pertanto occorre prevenire per tutelare la propria salute.

La misurazione è un'arte dell'approssimazione, il tentativo umano di raggiungere in corsa la natura con una misura standard. L'evento naturale (o fisico) che si sta tentando di misurare è il misurando. Ora il valore di questa misurazione è sempre impreciso, secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg, e più grande è la grandezza misurata più il valore di questa indeterminazione aumenta in proporzione. Questo è quanto ci dice la fisica quantistica.

La misurazione avviene attraverso standard condivisi. Si è lottato molto per arrivare a standard condivisi, ma ora grazie alla globalizzazione tutti si stanno più o meno adeguando agli standard imposti.

Gli strumenti di misura scientifica e professionale sono ciò che si approssima di più alla realtà, che può darci un margine di controllo, di azione, su ciò che ci circonda. Non possiamo più permetterci di rimanere passivi di fronte a certe misurazioni scientifiche, per esempio, dell'ambiente che cambia. In questo contesto, diventano un metro grazie al quale prendere decisioni e rimettere al primo piano la qualità della vita e dell'ambiente.

Più di quindici anni di esperienza nel settore industriale è ciò che contraddistingue AM&C Italy, azienda altamente specializzata nella progettazione e produzione di sensori per applicazioni professionali e nelle quali ogni dettaglio e parametro conta.
Tutti gli strumenti di misura sviluppati sono ideati e tarati per essere installati in ambienti estremi, con resistenze e affidabilità certificate.

Il rilevatore di CO, ossia dimonossido di carbonio, è uno strumento che può rivelarsi molto importante per mantenere la massima sicurezza all'interno di un determinato ambiente.
Ecco cosa bisogna fare per scegliere un dispositivo adatto a ogni contesto specifico.

Per prevedere come andrà una raccolta di un frutto o il grado alcolico del vino o della birra non bisogna essere veggenti, ma semplicemente "armarsi" di uno strumento in grado di determinare se lo zucchero è presente nella giusta quantità.
Si parla di Rifrattometro per grado Brix, uno strumento essenziale al fine di evitare risultati scadenti e fare in modo che tutte le attenzioni e le cure rivolte al vigneto o frutteto si trasformino in successo.

L'assortimento dei rifrattometri disponibili oggi in commercio comprende anche il mielometro, un efficace strumento largamente utilizzato dagli apicoltori e che serve a stabilire il momento in cui sarà possibile togliere i melari dai nidi.
Questo processo deve essere svolto quando il miele raggiunge il corretto grado zuccherino e un livello di umidità basso.

Una corretta perizia sull’usura di determinati materiali è alla base della sicurezza, siano esse tubazioni, serbatoi, boilers o apparecchiature industriali.

Ogni ambito lavorativo ha un set di utensili e strumentazioni essenziali senza il quale sarebbe impossibile portare a compimento qualsiasi compito nel modo adeguato. 

Anche nel settore industriale, infatti, esistono alcune strumentazioni da cui non si può prescindere quando, in special modo quando per il lavoro è necessario un continuo e costante monitoraggio di alcuni valori dell'aria come il grado di umidità e la temperatura.

Per favorire questo compito esistono degli strumenti denominati dataloggers.
I datalogger si suddividono in due tipologie principali, esistono i datalogger monouso pensati per misurazione a brevi intervalli idi tempo, e datalogger a monitoraggio costante.