La principale applicazione dei manometri differenziali è il monitoraggio dei filtri. I filtri hanno la funzione di rimuovere particelle in un fluido, ma questi devono essere tenuti sotto controllo in quanto il particolato può accumularsi sul filtro e provocarne l’intasamento.

Il principale segnale dell’intasamento di un filtro è la caduta di pressione; questo segnale può essere rilevato mediante un singolo manometro standard, mediante due manometri oppure utilizzando un manometro differenziale.

In diverse occasioni si preferisce attuare un programma di manutenzione programmata. Questo metodo richiede però che il flusso venga interrotto periodicamente in modo che l’operatore apra l’alloggiamento del filtro per pulirlo. Questo metodo richiede un dispendio di tempo e lavoro che può essere evitato utilizzando i sistemi di monitoraggio sopra indicati.

Un singolo manometro standard può essere utilizzato per controllare cadute di pressione dovute all’intasamento dei filtri. Questo metodo ha lo svantaggio di non essere preciso in quanto la maggior parte dei processi non ha una pressione di lavoro costante (cicli di accensione e spegnimento della pompa o del compressore; cicli di apertura e chiusura della valvola stessa).

In alcuni casi vengono montati due manometri standard: uno a valle e uno a monte del filtro. In caso di intasamento del filtro si avrà una differenza di pressione tra i due manometri: il manometro a monte misurerà una pressione maggiore rispetto a quello a valle. L’utilizzo di due manometri comporta però un raddoppiamento dell’errore di lettura e la necessità di conoscere quale differenza di pressione possa considerarsi come un segnale di allarme.

La soluzione migliore per il monitoraggio dei filtri è l’utilizzo di un manometro differenziale montato all’ingresso e all’uscita del filtro. Questo metodo permette di aumentare la precisione della lettura, e di facilitare il compito dell’operatore che non dovrà fare calcoli. Inoltre è possibile indicare sul quadrante quale è la pressione di allarme per cui è necessario intervenire sul filtro. E’ possibile anche aggiungere un interruttore o un trasmettitore per controllare le condizioni del filtro.

Oltre all’utilizzo per il controllo dei filtri, i manometri differenziali possono essere utilizzati in molti altri campi dove una caduta di pressione sia segnale di malfunzionamento di un apparecchio. Ad esempio anche i condensatori, le pompe e le valvole provocano perdite di carico se usurati o intasati.

I manometri differenziali vengono utilizzati anche per misurare i livello di liquidi nei serbatoi aperti. In questo caso il lato ad alta pressione del manometro differenziale viene portato sul fondo del serbatoio mentre il lato a bassa pressione viene collegato all’ambiente esterno. In questo modo il manometro differenziale misura la colonna di liquido all’interno del serbatoio che riflette l’altezza del liquido stesso. Questo metodo risulta meno invasivo dell’utilizzo di un galleggiante o di un asta.

In generale il manometri differenziali offrono una misura di una differenza di pressione in modo semplice e preciso. I costi di questo tipo di manometri sono contenuti, inoltre sono un vantaggio in termini di facilità di utilizzo per gli operatori.